ROBERTO MORA

 

Roberto Mora nasce nel ’64 a Parma.
Da bambino, sogna di essere pittore. Litografo e grafico agli esordi, dalla metà degli anni ’80 si inoltra nella pittura, sperimenta tecniche e linguaggi espressivi diversi.

È negli anni ’90 che abbraccia con entusiasmo pratiche e teorie del design radicale. Collabora con DILMOS e realizza il container, architetture fantastiche che saranno esposte alla Biennale di Lisbona1994 per Giovani Artisti dell’ Europa Mediterranea. Da questo momento, DILMOS, sarà per Mora una vera palestra progettuale e luogo ideale per presentare i suoi “pezzi unici”, forme utilizzabili (sedie, librerie, tavoli, ecc.).

Oggetti/sculture dall’aspetto feroce, sbilanciati e asimmetrici. Architetture in bilico tra funzione e distrofie della forma. Va in scena il riciclo con le sue mille variabili.

Così si evolve il container, mantenendosi fedele ad un originale programma. In quegli anni Mora si esercita ed esplora le possibilità espressive del ferro al quale accosta il legno e i sassi di fiume. Sono del ’96 i progetti tomotre, contenitore in multistrato, costruito in legno ma assemblato come un arnese meccanico con viti e bulloni a vista.

Seguono incia e naufragi nati dopo la raccolta di legni e sassi incontrati nei suoi abituali pellegrinaggi lungo i fiumi appenninici. Tra il ’98 e il 2004 realizza numerosi “pezzi” e progetti di sedie, troni e contenitori: il trono ferruccio, la poltroncina oil ricavata dai barili di prodotti petroliferi, le sedie chip chair, minuziose ed eleganti sedute, il contenitore sba dan, un progetto neo futurista dove la forza invisibile delle calamite fa da tramite a composizioni ardite.

Per DILMOS disegna nel’99 la consolle crasi e la mensola segno ispirate al minimalismo americano di Robert Morris.

Nel 2004 partecipa alla mostra “RADICAL DESIGN” curata da Gianni Pettena che documenta in un piccolo e ricco volume l\’evoluzione del design dagli anni 60 ad oggi: Gianni Osgnach, Roberto Mora, Alessandro Ciffo, Andrea Salvetti i fratelli Campana e una decina di altri rappresentano l’ultima generazione di designers autoproduttori.

Nel 2005 è invitato ad “ART OF ITALIAN DESIGN”, mostra internazionale curata da Alessandro Mendini. Nel 2006 presenta al salone del mobile di Milano il prototipo chain fall, una mensola neo barocca rivestita da una cascata di catene dove l\’intreccio metallico è la nuova invenzione.

La fine del 2006 coincide con il viaggio in Indonesia. Qui, Mora, raccoglie suggestioni ed esperienze che avranno notevole influenza sulla nascita di tubismo. Anteprima di questo nuovo progetto sara’ la mostra “VERSO IL 3000” tenutasi a Roma nella galleria Enrico Camponi.

Nell’aprile del 2008 presenta la nuova collezione cARTe & cARTocci, è il ferro di nuovo protagonista che sogna di poter volare simulando la leggerezza e la fragilità della carta. Contenitori, tavoli e consolle vibrano come armature stese ad asciugare dopo una battaglia. Nello stesso anno è invitato a rappresentare gli ultimi 15 anni di attività artistica della sua città, Parma, con la mostra “PUNTO 15” curata da Valerio Deho.

Il 2009 e’ l’anno delle collaborazioni. Disegna per MINOTTIITALIA la libreria frida dopo aver già messo a punto il progetto meteore (5 sassi a muro) entrambe in produzione seriale. Con Silvia Zotta (ceramista italo-argentina di respiro internazionale) lavora a più progetti. Ferro e ceramica si contaminano: nascono gli apPendiscimmia seguiti dalle consolle black sisters e dalle coloratissime mensole charleston esposte da DILMOS al salone del mobile 2009.

Nel febbraio 2010, partecipa alla mostra “QUALI COSE SIAMO” curata da Alessandro Mendini. e visibile per un intero anno al museo della Triennale di Milano”. Nell’aprile dello stesso anno presenta alla Dilmos , cartocciona , una poltrona in ferro sagomata e scolpita come une scolpita blocco di roccia.

A novembre 2010, la sua personale, “GIOCOINCASA”. Qui insieme ad un repertorio di ultimi lavori l’autore si cimenta con nuovi linguaggi realizzando cosmocook e verticalcook due opere scultura destinate agli spazi esterni.

Ad aprile 2011 presenta babel, un nuovo contenitore cilindrico che prosegue le tracce stropicciate dei precedenti lavori, questa volta in una veste di colore più sofisticato.